La stanza chiusa
Ci sono porte che si aprono soltanto
quando smettiamo di bussare.

Tre Grazie, Una Voce.
Non prometto il futuro. Ascolto le carte come si ascolta un silenzio antico: lasciandolo parlare. Una lettura è uno specchio, non un oracolo — uno spazio in cui la domanda diventa, lentamente, la propria risposta.

La pittura come cartomanzia muta. Ogni tela è una lettura senza parole, dove il colore prende il posto del simbolo e la mano ricorda ciò che la mente ha dimenticato.







Ci sono porte che si aprono soltanto
quando smettiamo di bussare.
La fiamma non chiede di essere vista.
Brucia, e questo le basta.
Parole raccolte da chi si è seduto al tavolo, ha visto le opere, ha letto i versi.
Grazia non legge il futuro: legge il presente con una lucidità che quasi spaventa. Sono uscita dalla lettura più leggera, non più rassicurata.
Le sue tele hanno il silenzio delle icone antiche. Ne ho comprata una piccola; la guardo ogni mattina e mi accorgo di respirare più piano.
I suoi versi sembrano scritti da qualcuno che ti conosce da sempre. Rari, precisi, mai una parola in più.
Un incontro che non si dimentica. Grazia ha una voce sola in tre lingue diverse: carte, colore, parola.
Ho ricevuto in dono una sua poesia manoscritta. È l'oggetto più prezioso che possiedo.
Nessuna promessa, nessun trucco. Solo attenzione — quella vera, rara, dorata.